ANDORA, acqua salata e depurazione: la sentenza di Appello conferma il diritto dei cittadini al rimborso

Le Associazioni Assoutenti – Onda Ligure Consumo & Ambiente e il Comitato “Acqua Cara in Bolletta” spazzano via le difese di Rivieracqua S.p.A., che continua a negare il rimborso degli indebiti corrispettivi prelevati agli utenti per un servizio di depurazione dei reflui assente e per l’erogazione di acqua non potabile, ma salata, nelle estati 2022-2023 nel Comune di Andora.

Nulla è valso anche l’intervento della Provincia di Imperia, quale Autorità d’Ambito, nel processo e l’emanazione del decreto “Scajola” n.7/2025 che negava agli andoresi il rimborso per la depurazione: Il giudice civile ha dichiarato inammissibile il suo intervento nel processo e disapplicato l’atto amministrativo.

In tal senso I difensori (avv.ti Giulio Muzio, Alessia Gazzo e Andrea Moretti) degli utenti che per primi avevano proposto l’azione contro Riviera Acqua esprimono la propria soddisfazione per l’odierna sentenza del Tribunale di Savona che, quale Giudice di Appello, ha confermato la condanna di Rivieracqua S.p.A. per grave inadempimento contrattuale, riaffermando importanti principi a tutela degli utenti.

Il Tribunale ha accertato la responsabilità del gestore su due fronti principali:

  1. Fornitura di Acqua Non Potabile: È stato confermato l’inadempimento di Rivieracqua per aver erogato acqua non idonea al consumo umano, in violazione degli obblighi contrattuali e di legge. Il Tribunale ha respinto la tesi della siccità come evento imprevedibile, sottolineando come benché la società fosse a conoscenza delle criticità della rete idrica almeno dal marzo 2021 e non avesse adottato le misure necessarie per prevenire o mitigare il disservizio.
  2. Servizio di Depurazione Inadeguato: È stato ribadito che l’impianto di Andora è privo del “trattamento secondario” dei reflui, una fase obbligatoria per la normativa nazionale ed europea. Tale mancanza costituisce un inadempimento che rende non dovuta la relativa tariffa poiché il pagamento è il corrispettivo di una prestazione che deve essere completa ed effettiva.

Per questi motivi, la sentenza ha consolidato il diritto degli utenti alla restituzione delle somme versate, per il servizio di acquedotto nei periodi di non potabilità e per il servizio di depurazione negli ultimi dieci anni.

La decisione del Tribunale rappresenta una vittoria significativa per i cittadini, riaffermando che il pagamento delle bollette è strettamente legato alla corretta erogazione dei servizi.