È in corso di approvazione la riforma che unifica le cinque attuali ASL in un’unica azienda regionale, al fine di centralizzare funzioni e poteri gestionali.
La riforma prevede la creazione di un’unica ASL per tutta la Liguria e la contestuale trasformazione delle cinque ASL accorpate in aree territoriali, un unico diretto generale e l’accentramento delle funzioni amministrative. A Genova vedrà la luce l’AOM, Azienda Ospedaliera Metropolitana, costituita dall’Ospedale San Martino, dal Galliera e da Villa Scassi.
Ulteriori obiettivi consistono nel potenziamento delle Case di Comunità e dell’Assistenza domiciliare, in linea con i progetti del PNRR illustrati nella Missione 6, ossia quella relativa alla sanità pubblica.
Tuttavia, sul piano pratico, i risvolti non saranno solo questi…
Creare un’unica ASL vorrà dire che un paziente residente a La Spezia potrebbe doversi recare a Savona, o viceversa, per effettuare la propria visita, senza poter contestare alcunché. Unificare le centrali del 118 vorrà dire che alla chiamata risponderà l’unica centrale operativa, la quale dovrà dirottare la chiamata sull’area di competenza, con il rischio di perdere minuti preziosi e fondamentali.
Per un territorio così complesso e diramato come il Nostro, caratterizzato da costanti disagi sia nel trasporto pubblico che in quello autostradale, la centralizzazione più che avvicinare i cittadini alla Sanità pubblica, li allontana.
Con il futuro che si prospetta, nell’ottica di una collaborazione tra ASL e Associazioni a tutela dei cittadini, è importante sottolineare la necessità di avviare e rafforzare il percorso di tutela, affinché i tempi previsti nelle ricette mediche vengano rispettati.


