SANITA’ PUBBLICA: L’IMPEGNO DI ONDA LIGURE SULLE “LISTE DI ATESA”

Foto di Piron Guillaume su Unsplash

La sanità pubblica dovrebbe occupare i primi posti nella classifica delle conquiste della società civile. Questo status purtroppo è andato peggiorando negli ultimi anni, soprattutto dal 2020, ossia l’anno della pandemia che, oltre a danneggiare la fiducia dei cittadini nell’organizzazione sanitaria dell’ASL, ha fortemente declassato la tanto decantata sanità pubblica a livelli di impensabile degrado.

Si è cominciato con la chiusura delle agende a causa del COVID-19, le quali, successivamente, non venivano riaperte; in tal modo, si poteva curare solo chi, soldi alla mano, aveva facoltà di prenotare la visita o l’esame a pagamento. In seguito, a pandemia finita, il malcostume sanitario è continuato e, invece di ripartire con campagne massive di prevenzione allo scopo di impedire danni peggiori, tutto si è arenato in risposte dei CUP come “agende chiuse” o “la prossima disponibilità e tra due anni”. Nel frattempo, le persone rinunciavano a curarsi, morivano assiepando i pronto soccorsi dove infermieri e medici sottopagati lavoravano con orari impossibili e turni estenuanti.

Per questi motivi l’Associazione Onda Ligure – Consumo e Ambiente ha deciso di promuovere attività di supporto ai cittadini e di permettere a tutte quelle persone che si sono sentite rispondere “agende chiuse” di trovare una porta aperta in una battaglia giusta per la propria salute, per una Sanità aperta a tutti.

Verranno predisposti sportelli dedicati con modulistica appropriata e, se ciò non bastasse, saremo pronti ad una vera e propria battaglia nelle sedi giudiziarie.

La Sanità deve rimanere pubblica: è questo l’obiettivo.

La Presidente, Cristina Bigazzi